WordPress.org: Realizzare un sito in locale

Nell’articolo precedente abbiamo visto come creare un proprio spazio web in modo rapido e veloce ma soprattutto gratuitamente. Ma non è l’unica soluzione che WordPress ci offre, anzi! Cercherò ora di spiegarvi come utilizzare la piattaforma WP.org facendo riferimento ad una mia passata esperienza, nella quale ho imparato ad utilizzare il CMS, in modo tale da presentarvi un esempio concreto di quello di cui parlo.

Iniziamo!


Come ho già accennato nella intro, il contenuto che andrò a presentarvi può essere messo in contraddizione con l’articolo precedenteCome gestire un blog gratuito sulla piattaforma WordPress.com: per comprendere meglio le differenze, vi consiglio di leggerli in contemporanea.

Per poter far uso della piattaforma WordPress.org bisogna innanzitutto,procedere al download dal sito WordPress Italia (https://it.wordpress.org/ ) di tutti i file di tipo WordPress, tra cui il più importante è sicuramante config.php, e delle varie cartelle wp-admin, wp-include e wp-content.

– Utilizzare WordPress in locale –

Ed ora?

Ora abbiamo scaricato il CMS in locale.
Per chi non sapesse utilizzare gli elementi leggibili localmente (cioè nel nostro personal computer) è necessario aprire il proprio browser preferito (Google, Mozilla ecc..) e digitare 127.0.0.1 o localhost.

Provate, e vedrete che non succederà nulla. Anzi verrà visualizzata una pagina di errore. Perchè?

Perchè per potere utilizzare WordPress (o più in generale leggere qualsiasi file in locale) è NECESSARIO installare Apache, Php e un gestore di database MySql.
Analizziamo brevemente questi tre componenti della cosi chiamata piattaforma LAMP (Linux, Apache, MySql e PHP):

  • Apache: web server, ovvero un’applicazione che usa HTTP che “serve” delle pagine web agli utenti in base alle loro richieste.
  • MySql: tramite esso è possibile gestire i database del nostro sito, ovvero i contenitori di tutte le tabelle e dei dati relativi ad esso. Uno dei gestori più usati è sicuramente PhpMyAdmin
  • PHP: un linguaggio di programmazione interpretato, concepito per le pagine web dinamiche.

Le cartelle contenti questi software DEVONO ESSERE inseriti nella cartella interna al nostro computer leggibile da Apache ( spesso la cartella var/www/html per gli utilizzatori di Linux ) in modo tale da potere configurare definitivamente il sito in locale creando e configurando il corrispondente database.

– Come definire il blog –

Dopo avere settato nome utente, password e avere inserito il nome del database correlato al nostro blog ( tramite l’utilizzo di MySql) possiamo finalmente gestire il sito tramite la Bacheca WP. Questa si presenta come segue nella sua forma più o meno standard:

Schermata del 2015-10-28 11:44:59Abbiamo già parlato della differenza tra Categorie e Pagine, e accennato alle funzioni che possono garantirci l’utilizzo dei plugin. Tutti questi temi sono infatti trattati nell’articolo precedente (WordPress.com) ma vorrei sottolineare l’importanza della sezione “Aspetto“: è fondamentale per la costruzione di un blog di successo, in quanto il design è l’elemento primario che colpisce l’attenzione del visitatore. E’ fondamentale quindi, analizzare e studiare in modo mirato e preciso questa parte del nostro blog.
Entrando più nello specifico tramite questa sezione possiamo definire:

  • Il tema del sito, che può essere scritto da noi stesso mediante l’utilizzo dell'”Editor”, oppure scegliere un tema predefinito fornito da WP.
  • I widget del sito, che addobberanno soprattutto le nostre sidebars, aggiungendo ulteriori funzionalità.
  • Il CSS. ovvero modificare tramite linee di codice, la struttura e il design del nostro spazio web.

 

 

Nel caso della Fondazione E.Mattei Matelica, ho agito secondo le direttive della dirigenza: ad esempio, ho creato, tramite un plugin, uno slideshow nella parte centrale della home page, oppure ho introdotto un sistema di Newsletter ricorrendo sempre ad un plugin, mentre ho inserito le icone social della Fondazione nella Sidebar a destra della Home con i widget predefiniti.

 

– Da locale a remoto –

Per caricare il file in rete (in remoto) del nostro sito già ben strutturato in locale, bisogna INNANZITUTTO acquistare un vero e proprio spazio web, offerto da hosting provider tra cui i più famosi sono Aruba, Altervista che offrono soluzioni e di conseguenza prezzi differenti in base alle caratteristiche che stiamo cercando, come ad esempio la quantità di caselle mail che richiediamo, la quantità dei database e vari altri parametri. Ci assegnano un nome dominio (come www.casadiriposomatelica.it).

Per quanto riguarda il database, viene utilizzato ora PhpMyAdmin accessibile tramite /localhost/phpMyAdmin: si entra così nel database corrispondente a WordPress e esporto il database creando un file: nome_database.sql.

Utilizzando un qualsiasi editor di testo, viene aperto il file e si opera la sostituzione di tutti i riferimenti al “localhost” con l’URL del mio sito (“http://www.casadiriposomatelica.it”). Fatto ciò si accede al PhpMyAdmin e viene caricato questo file .sql in uno dei database disponibili.

Il passo successivo riguarda il file wp-config.php ovvero il cambiamento dei riferimenti al database, inserendo il login e il nome del database appena comperato.

Il passo definitivo consiste nel trasferire i file in locale nello spazio web acquistato, tramite nome utente e password ftp configurati dal fornitore di hosting. Per trasportare quindi le varie cartelle WP e i file .php è necessario un software, chiamato “Filezilla” che, una volta autenticati tramite nome utente e password ftp e fornito il nome del dominio, procede al trasferimento dei file.

Finalmente!!!

Semplice no! con pochi passi ora potremo visualizzare in rete il nostro sito!!:D


 

La creazione di un sito web è un grande passo verso il processo di informatizzazione aziendale: ormai la presenza di un blog personale all’interno delle aziende riveste un ruolo fondamentale in quanto permette un contatto immediato con l’utente – cliente e l’inserimento di informazioni inerenti l’azienda in modo rapido e veloce. Questo strumento, confrontato con i comuni mezzi pubblicitari, porta notevoli vantaggi nelle organizzazioni che lo adottano, in quanto è un mezzo permanente (a differenza di un giornale che viene spesso e volentieri strappato una volta letto) ma sopratutto ha un costo irrisorio rispetto ad uno strumento pubblicitario.

 

 

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