Technical SEO: La Guida Passo-Passo

Technical SEO: Guida Passo-Passo

Ora tratteremo, in collaborazione ancora una volta con FortyZone, un tema molto caro ad ogni blogger: l’utilizzo ed il valore della SEO. Più precisamente, Davide ne approfondirà una  particolare tipologia, la TECHNICAL SEO.
Tenete a mente i suoi consigli, ne trarrà vantaggio la velocità , la visualizzazione del contenuti e l’ottimizzazione del vostro sito web!!!

Il tutto espresso con immediatezza e semplicità, in modo tale da essere compreso dai più.
Quindi, anche il lettore che non ha le benchè minima idea di cosa significhi questo termine, troverà poche difficoltà nel comprendere l’argomento. Scommettete??:D

Entriamo ora nel dettaglio, lasciando la parola a Davide, e ringraziandolo per il continuo supporto e la stretta collaborazione che mano a mano si sta fortificando tra i due blog…


Technical SEO. L’ottimizzazione tecnica per i motori di ricerca.

Ti fa paura questa frase?

Si tratta di uno dei tre tipi di lavoro SEO.

Oltre alla Technical SEO, infatti, abbiamo On-Page e Off-Page SEO.

Perchè facciamo queste distinzioni?

Semplicemente perchè in ogni campo, abbiamo diversi tipi di lavoro.

La SEO On-Page comprende ogni lavoro di ottimizzazione sul contenuto delle pagine.
Rientra, ad esempio, l’ottimizzazione semantica e l’esperienza utente.

La SEO Off-Page comprende attività esterne alla pagina.
Il link building, ad esempio, rientra in questa categoria.

E poi abbiamo la Technical SEO.

Bonus Esclusivo: scarica la checklist passo-passo che ti aiuterà a migliorare il tuo sito con la Technical SEO.

Cos’è la Technical SEO?

Qualsiasi lavoro riguardante l’aspetto tecnico della pagina, del sito e del server, rientra in questa categoria.

Aumento della velocità del tuo sito? Technical SEO.

Sito mobile-friendly? Anche.

Architettura del sito? Sempre qui.

Più avanti vedremo nel dettaglio le singole attività.

Perchè è Importante?

Abbiamo un sito con contenuto ben scritto. Bene.

Abbiamo anche una buona strategia di link building. Ottimo.

Abbiamo un problema, però.

Il nostro sito è lento.

Google vuole mostrare sempre contenuti di qualità nelle sue SERP.

Se il tuo sito impiega troppo a caricarsi, o è irraggiungibile, viene classificato come non di qualità.

Grafico abbandoni sito

Questo grafico tratto dal blog di Dario Vignali, mostra il rapporto tra abbandoni e velocità del sito.

Generalmente, siti che impiegano più di 3 secondi per caricarsi, sono abbandonati per sempre dal 40% degli utenti.

Si, può capitare che un utente ritorni, ma non ne hai la certezza.

L’utente non ti conosce magari, e dopo aver chiuso la pagina, si sarà già dimenticato di te e del tuo sito.

Dobbiamo catturare l’utente.

Il primo modo per catturarlo è mostrargli subito, immediatamente, il nostro contenuto.

Per questo abbiamo bisogno di un sito ottimizzato come si deve.

Non solo dal punto di vista della velocità, ma anche per altri fattori come struttura, organizzazione, coerenza dei contenuti.

Vedremo tutto tra poco.

Technical SEO: Come Farla?

Abbiamo parlato di cos’è e perchè è importante.

Ora vediamo come farla.

Parleremo di concetti teorici e vedremo alcune applicazioni pratiche.

Iniziamo.

Cosa Andremo ad Ottimizzare?

Per avere un quadro della situazione, ti mostro tutti i campi che tratterò in questo articolo.

Velocità del Sito

  • Distribuzione risorse statiche (minimizzazione, CDN);
  • Configurazione del server (compressione, keep-alive, browser caching).

Mobile-Friendliness

  • HTML5 vs Flash/Silverlight;
  • CSS Responsive.

Architettura del Sito

  • Struttura degli URL;
  • Redirect 301;
  • Contenuti duplicati e URL canonici;
  • Sitemap XML;
  • Tag semantici HTML5;
  • Dati strutturati.

Ora guarda la prima area: la velocità.

Ti potrai chiedere: ma come, prima hai fatto tutta quell’introduzione sulla velocità, e adesso mi dici di ottimizzare solo due punti?

La cosa divertente è che in quei due grandi punti, sono compresi molti, ma veramente molti aspetti da ottimizzare.

Ora li vedremo.

Un attimo!
Prima di immergerci nei discorsi seri, che ne dici di lasciarmi un +1?

Per scrivere questa guida gratuita abbiamo impiegato diverse settimane, e ci farebbe molto piacere un tuo riscontro.

Oltre ad essere come un grazie da parte tua, per noi è un’incredibile fonte di motivazione.

Grazie davvero, continuiamo 🙂

Velocizzare il Tuo Sito

Come introdotto poco fa, la velocità è uno degli aspetti più importanti per la valutazione di un sito.

I siti lenti appartengono ad un’altra epoca.

Quali sono i fattori che determinano la lentezza o la velocità di un sito?

Gestione delle Risorse Statiche

Le risorse statiche sono tutte quelle risorse esterne, incorporate nella pagina.

Immagini, script, fogli di stile, video, audio, sono tutte risorse esterne.

Ottimizzarne la distribuzione è cruciale.

Perchè?

La risposta è nel protocollo HTTP, utilizzato per rendere disponibili pagine web.

HTTP si basa su TCP, un protocollo di rete che ha delle caratteristiche che non ci interessano in questo articolo.

Le uniche cose che ti interessa sapere, sono che:

  • Viene aperta una nuova connessione TCP per ogni risorsa esterna da scaricare;
  • L’apertura e chiusura delle connessioni TCP è lenta.

Semplice, no?

In sostanza dobbiamo evitare l’apertura di troppe connessioni TCP, perchè rallentano il caricamento della pagina.

Schema Scherzoso sulle Fasi TCP

Questa immagine presa dalla pagina Facebook di Tom’s Hardware Italia, spiega in modo scherzoso le fasi di una connessione TCP.

Ora è più semplice ribadire la frase detta poco fa.

Evitare l’apertura di troppe connessioni TCP.

Come?

Incorporando meno risorse esterne.

Il punto è: come faccio ad incorporare meno risorse esterne, quando ne ho bisogno?

Giustamente, se hai 5 JavaScript o CSS, e ti servono tutti, come fai ad incorporarne di meno?

Domanda intelligente e lecita.

Combina le Risorse Esterne

In sostanza ti basta prendere i tuoi file esterni, e combinarli in un unico grande file.

Esempio di Combinazione di Risorse Esterne - Technical SEO

Questa operazione, infatti, è chiamata combinazione.

Se utilizzi dei CMS (WordPress, ad esempio), hai a disposizione molti plugin per questo scopo.

Questo vale solo per file testuali, quindi CSS e JavaScript.

E le immagini?

Anche queste possono essere combinate, con i CSS Image Sprites.

Seguendo la logica vista poco fa, puoi combinare le tue immagini in un unico grande file immagine che le contiene.

CSS Image Sprites per Combinare le Immagini - Technical SEO

Come vedi, quelle che in origine erano immagini distinte, ora sono incollate in un’unica immagine.

Per visualizzarne una sola, dobbiamo specificarne le coordinate.

Devi immaginare un rettangolo virtuale, costruito in base alle coordinate specificate.

Questo rettangolo rappresenta l’immagine da estrarre dallo sprite.

CSS Image Sprites: Selezione - Technical SEO

Ecco un esempio di regola CSS con sprite:

#selettore {
    width: 46px;
    height: 44px;
    background: url(sprite.png) 0 -150px;
}

Abbiamo selezionato l’URL dello sprite, e subito dopo le coordinate degli angoli superiore sinistro e inferiore destro.

L’angolo superiore sinistro ha coordinate assolute.

Quello inferiore destro, è relativo.

In questo esempio, infatti, l’angolo di partenza si trova al pixel 0, mentre quello inferiore destro è sotto di 150px rispetto a 0.

Con queste sole coordinate, viene automaticamente estratta l’immagine dallo sprite.

Gli sprite sono molto utili per impostare immagini diverse per eventi come il passaggio del mouse su un elemento.

Gli sprite portano a questi benefici:

  • Minor carico sul server;
  • Meno connessioni TCP;
  • Caricamento delle immagini più veloce.

Se utilizzi un CMS puoi installare un plugin che crea automaticamente gli sprite per le tue immagini.

In ogni caso, le regole CSS per gli sprite possono essere create con servizi online gratuiti che puoi trovare con una ricerca su Google.

Ottimizza il Caricamento delle Risorse Esterne

Puoi anche ritardare il caricamento di alcuni elementi, per prioriticizzare il contenuto principale della pagina.

HTML mette a disposizione degli attributi che permettono di gestire il modo con cui alcuni elementi vengono caricati.

Possiamo utilizzare defer in uno script, ad esempio, per farlo inizializzare solo quando il browser ha finito di caricare tutto il resto.

<script language="text/javascript src="/assets/js/nome.js" defer>

Con HTML5 è stato introdotto il nuovo attributo async, che permette di far caricare uno script in modo asincrono, ovvero durante il caricamento di altre risorse.

<script language="text/javascript src="/assets/js/nome.js" async>

Questo risolve il problema delle cosiddette risorse render blocking.

Un altro modo più elaborato per ritardare il caricamento, è il LazyLoad.

Si tratta di un algoritmo che permette di inizializzare un oggetto solo quando è necessario.

A riguardo ho scritto un articolo sul mio blog. LazyLoad: perchè dovresti utilizzarlo.

Muovi Script e CSS nel Footer

Una buona pratica di Technical SEO per ottimizzare il caricamento degli script consiste nel posizionarli nel footer, prima della chiusura del tag </body>.

In questo modo la risorsa render-blocking (script) viene caricata quando tutta la pagina è già renderizzata.

Questa tecnica può dare problemi con script particolari, e portare a pagine rotte, quindi è opportuno testare uno script per volta.

Un’altra soluzione drastica consiste nello spostare anche i CSS nel footer, scrivendoli inline.

Questo fa si che anche i CSS (anche essi render blocking) siano caricati quando il contenuto è già visibile.

Nota che in questo modo i CSS non possono essere salvati in cache, proprio perchè sono inline.

Minimizza il codice HTML, CSS, e JS

Osserva questo articolo.

Noti delle parole, formate da lettere.

Banale, no?

Ci sono anche degli spazi, segni di punteggiatura, simboli, e ritorni a capo.

Se hai presente un file HTML, o CSS, o uno script, sai che ha un aspetto simile a questo.

Minimizzazione: CSS non minimizzato - Technical SEO

Come puoi vedere, ci sono anche dei commenti, più molti spazi vuoti e ritorni a capo.

Ogni singolo carattere nel sorgente, anche se rappresenta uno spazio vuoto, viene inviato dal server e quindi scaricato dal browser.

Sapevi che eliminando tutti questi caratteri superflui, puoi ottenere un significativo risparmio di banda?

Minimizzazione: Confronto JavaScript - Technical SEO

Minimizzando lo script nell’mmagine con YUI Compressor, più attivando la compressione, ho risparmiato il 65% di banda.

Immagina questo risparmio moltiplicato per tutte le pagine del tuo sito, e per tutti gli script e CSS inclusi.

Abilita la Compressione

L’abbiamo appena nominata, ed eccola qui.

Un’altra area di lavoro molto importante per la Technical SEO è proprio la compressione.

Hai presente un archivio compresso (es. rar o zip)?

In sostanza si tratta di configurare il webserver per restituire contenuti compressi.

Proprio come se fossero in un archivio.

Nel dettaglio, l’algoritmo comunemente usato è GZIP.

Dopo il download, il browser li decomprime e ne renderizza il contenuto.

Anche la compressione ti permette di ottenere una significativa riduzione della dimensione delle pagine e dei contenuti testuali.

Risultati Compressione GZIP Abilitata - Technical SEO

Dall’immagine puoi vedere quanto sia conveniente abilitare GZIP.

L’home page di questo sito, infatti, è ridotta dell’83%.

Ti fa risparmiare 70,2 KB.

Pensa anche al beneficio dei tuoi utenti mobile.

Abilita l’HTTP Keep-Alive

Il Keep-Alive è un metodo che consente di far scaricare più file nella stessa connessione TCP.

Poco fa abbiamo visto quanto le connssioni TCP costino in prestazioni e tempi.

Possiamo aggirare questo problema abilitando il Keep-Alive.

Questa immagine ti spiega graficamente la differenza tra Keep-Alive abilitato e disabilitato.

Incoraggia il Browser Caching

Un altro aspetto importante della Technical SEO, consiste nell’incoraggiare il caching da parte dei browser.

Un utente raggiunge il tuo sito e naviga.

Ad ogni pagina visitata, il suo browser riscarica tutte le risorse statiche, anche quelle già visitate (CSS, JavaScript, …).

Noi possiamo evitare questa situazione di spreco e consumo, incoraggiando il browser caching.

Come?

Ciò che faremo consiste nel dire ai browser di salvare in cache determinate risorse, così da mostrarle all’istante quando servono di nuovo.

In sostanza evitiamo il download ripetuto degli stessi file.

Puoi trovare informazioni e istruzioni su come abilitarlo leggendo il mio articolo: Sfrutta il Caching per Velocizzare il Tuo Sito.

Nota che per rendere il browser caching funzionante, gli URL non devono contenere query string, ovvero parametri dopo un punto interrogativo.

URL come http://tuosito.it/wp-content/themes/bellobello/style.css?v=1.1 contengono query string.

Queste risorse non vengono mai memorizzate in cache.

A meno che non si voglia di proposito impedirne il caching o differenziarne versioni, rimuovere parametri finali è sempre una buona pratica.

Utilizza un CDN (Content Delivery Network)

Questo discorso rientra in parte in quello visto poco fa: la cache.

Rientra perchè una delle funzioni primarie dei CDN è proprio il caching.

Non il browser caching, ma quello server-side.

Un CDN (Rete di Distribuzione dei Contenuti) ti permette di ottimizzare il modo con cui le tue risorse vengono distribuite.

Puoi prendere le tue risorse statiche, hostarle su un altro server, ed impostare le tue pagine per scaricare quelle risorse dalla nuova posizione.

Devi solo aggiornare gli URL.

Questa è la logica che c’è dietro ad Akamai, un CDN molto utilizzato da grandi marchi (Facebook, ad esempio).

Si, d’accordo, ma cos’è un CDN?

Come suggerisce il nome, è una rete mondiale formata da server che copiano i tuoi contenuti, e li distribuiscono per tuo conto.

Su FortyZone ho scritto un articolo in cui spiego nel dettaglio cosa sono e come funzionano.

CloudFlare, ad esempio, è un CDN di tipo DNS Redirection (trovi la spiegazione cliccando sul link) che offre anche un piano gratuito.

Perchè appoggiarsi ad un CDN?

Ci sono diversi benefici che derivano dall’utilizzo di un CDN.

Riguardo al carico di lavoro abbiamo già parlato.

Le immagini servite dal CDN saranno restituite più velocemente, perchè hostate su un dominio che non imposta cookie.

Su WordPress il plugin-servizio Jetpack mette a disposizione Photon, un CDN specifico per le immagini.

Quando un dominio imposta cookie, la transazione avviene più lentamente.

I CDN sono ottimizzati anche da questo punto di vista, e non impostano cookie.

Inoltre, un sito con CDN risulterà veloce soprattutto per utenti molto distanti dal tuo server di origine.

Che l’utente si trovi a Londra, Kuala Lumpur, o Frosinone, conta poco.

In alternativa alla CDN, puoi gestire le tue risorse statiche autonomamente.

Puoi, ad esempio, configurare un sottodominio cookieless per queste risorse.

tuosito.it/images/questa.png
tuosito.it/images/altra.jpg
tuosito.it/assets/js/script.js
tuosito.it/assets/css/style.css

Possono diventare, ad esempio:

static.tuosito.it/images/questa.png
static.tuosito.it/images/altra.jpg
static.tuosito.it/assets/js/script.js
static.tuosito.it/assets/css/style.css

Questo ti consente di avere il totale controllo delle tue risorse e dei metodi con cui le ottimizzi, a discapito di un carico di lavoro in più.

Con i CDN abbiamo terminato il discorso sulla velocità del sito.

Ora ci occuperemo di altri aspetti della Technical SEO.

Anche se non sono direttamente correlatai alla velocità, possono comunque farci guadagnare qualche punto anche su questo.

Mobile-Friendliness

Avere un sito mobile friendly non è più una moda o una comodità.

Ora è diventato un vero e proprio fattore di posizionamento nelle SERP di Google.

Dal 21 Aprile 2015, infatti, Google favorisce i siti mobile friendly e penalizza quelli che non sono in grado di offrire una buona esperienza di navigazione agli utenti mobile.

Nelle query sui dispositivi mobili, è presente l’etichetta mobile friendly se il sito è classificato come tale.

Verifica Sito Mobile Friendly - Technical SEO

Puoi testare la compatibilità del tuo sito con lo strumento di Google.

Cosa Fare se il Sito Non è Mobile Friendly

Se il tuo sito non offre una buona esperienza utente sui dispositivi mobili, dobbiamo rimediare subito.

Se utilizzi un CMS hai due strade per rendere il tuo sito mobile friendly.

  • Installare un tema apposito per mobile;
  • Installare un tema responsive.

La prima soluzione è più rapida, mentre la seconda richiede più lavoro e conoscienza tecnica.

Installare un Tema Mobile-Friendly con WPTouch

WPTouch è il plugin più famoso per rendere il tuo sito WordPress mobile friendly.

Questo plugin integra un tema che puoi personalizzare, che sarà attivato solo per gli utenti mobile.

Sito WordPress Mobile Friendly con WPTouch - Technical SEO

É la soluzione più rapida, perchè in sostanza si tratta di un tema completamente diverso da quello che già hai, e configurarlo non richiede particolari conoscienze tecniche.

Installare un Tema Responsive

Se vuoi un sito più snello e una soluzione definitiva indipendente da plugin, puoi installare un tema responsive.

Questi temi sono progettati per adattarsi automaticamente alle dimensioni del browser.

Puoi cercare temi responsive gratuiti con una ricerca su Google.

Se li vuoi professionali, puoi trovarli su ThemeForest.

Rendere un Tema Responsive

Se hai il tuo tema, e non vuoi cambiarlo per nessun motivo, puoi renderlo responsive.

Per farlo hai bisogno di conoscere HTML5 e CSS3. Anche JavaScript non sarebbe una cattiva idea.

Ma cosa rende un tema responsive?

Non basta solamente definire una regola come:

#content {
    width: 70%;
}

Un tema responsive va molto al di là di questo semplice concetto.

Per esempio, un sito responsive è in grado di adattare questi aspetti:

  • Grandezza degli elementi;
  • Disposizione degli elementi;
  • Grandezza e stile dei menu;
  • Nascondere o visualizzare elementi.

Riassumento, un sito responsive si adatta dinamicamente in base alle caratteristiche del client.

Puoi creare diversi CSS per diversi criteri, e farli selezionare dal browser con le CSS Media Queries.

Ad esempio, questa media query:

<link rel="stylesheet" media="(max-width: 800px)" href="mw800.css" />

Dice al browser di applicare un certo CSS, se la grandezza massima della finestra è di 800 pixel.

Le media queries possono essere anche eseguite dentro un tag <style>. In questo caso useremo la keyword @media.

Possiamo applicare una regola se la pagina è visualizzata da un dispositivo orientato in orizzontale (landscape). Ad esempio:

@media (max-width: 800px) and (orientation: landscape) { /* regole */ }

Come vedi possiamo combinare le condizioni.

Ti consiglio di leggere la documentazione di Mozilla Developer Network.

Evita Contenuti Flash, Silverlight e simili

Applicazioni costruite con tecnologie proprietarie come Flash e Silverlight sono da evitare.

Questi tipi di contenuti sono visualizzabili solo se sul client è installato il plugin apposito.

Su dispositivi mobili non è sempre possibile installare questi plugin.

Anche se su mobile l’utente stia usando un browser con supporto a Flash, l’interazione sarà comunque faticosa e problematica.

Siamo nel 2015, quasi 2016.

Ora possiamo incorporare un video con HTML5 senza problemi.

Qualche grattacapo c’è se ospitiamo pubblicità servita via Flash.

Questo dipende dal network pubblicitario che usiamo.

Dal primo settembre Google Chrome blocca le pubblicità in Flash.

Google AdSense, infatti, ha recentemente offerto agli inserzionisti la possibilità di convertire da Flash a HTML5.

In ogni caso, evitare di rappresentare parti importanti del sito (come menu o contenuti) è una buona pratica che va oltre alla Technical SEO, perchè altrimenti i crawler non ne riuscirebbero a leggere e comprendere i contenuti.

Architettura del Sito

Una casa è formata da diverse stanze, che hanno una funzione specifica.

C’è l’entrata, il salone, il bagno, camere, locale tecnico.

Tutte queste stanze hanno:

  • Nome;
  • Descrizione della loro funzione;
  • Descrizione del luogo nello spazio.

Significa che le troviamo su una piantina, e sappiamo a cosa servono.

Lo stesso concetto va trasposto al nostro sito.

L’architettura ne descrive proprio queste proprietà:

  • Cos’è questa pagina;
  • A cosa serve;
  • Cosa contiene;
  • Dove si trova nel sito (percorso).

Proprio per questo scopo ci possono essere utili diverse tecniche, tra cui:

  • Sitemap;
  • Descrizione semantica della pagina (dati strutturati).

Ora vedremo queste due, più altre che non sono direttamente collegate alla struttura del sito.

Rendi i Tuoi URL User-Friendly

Il primo aspetto e forse il più importante di questa sezione della Technical SEO riguarda l’ottimizzazione degli URL.

Gli URL rappresentano la posizione in cui i tuoi contenuti si trovano nel tuo sito.

Non tutti gli utenti guardano gli URL, ma i crawlers si.

Per questo ottimizzarli è molto importante, non solo ai fini dell’aspetto, ma anche per far comprendere meglio ai motori la struttura del nostro sito.

Quale URL ti sembra più chiaro?

  • http://www.tuosito.it/page.php?category_id=2&subcategory_id=1;post_id=13&difficulty_id=1;
  • http://www.tuosito.it/ricette/primi/pasta-carbonara.

Con il primo URL non si può capire niente sul contenuto della pagina.

Come io e te non capiamo la struttura del sito e non sappiamo niente su quella pagina, lo stesso succede per i motori di ricerca.

In generale, alcune migliori pratiche SEO per gli URL sono:

  • Utilizza URL corti (non più di 50 caratteri);
  • Più sono corti, meglio è;
  • Evita troppe sottocartelle;
  • Utilizza trattini o underscore come separatori di parole, ed evita spazi;
  • Non ripetere le stesse parole;
  • Usa parametri dinamici (query strings) solo se non puoi farne a meno;
  • Se usi query strings, non più di due.

Tieni a mente che una struttura di URL pulita e organizzata è anche un ottimo biglietto da visita.

Crea delle Sitemap XML

Altro aspetto importante della Technical SEO riguarda le sitemap.

Come dice la parola, una sitemap è una mappa del tuo sito.

Esse contengono gli URL di post, pagine e categorie che decidi di includere.

In generale, contengono tutti gli URL che vuoi:

  • Inviare ai motori di ricerca;
  • Far monitorare con una certa frequenza da questi ultimi.

Se usi un CMS puoi utilizzare plugin che mantengono le sitemap per te.

Su WordPress, ad esempio, il plugin Yoast SEO si occupa anche di questo.

Segnala le Sitemap ai Motori di Ricerca

Dopo aver creato le tue sitemap (si, possono essere più di una), segnalale ai motori di ricerca.

Da Google Search Console puoi segnalarla e monitorarne lo stato.

Intanto puoi aggiungerla al file robots.txt aggiungendo questa riga:

Sitemap: http://www.tuosito.it/sitemap.xml

Nel file robots.txt l’URL della sitemap deve essere assoluto.

Liberati dagli Errori di Scansione

Se elimini o sposti una pagina, ma ci sono dei link che puntano al vecchio URL, Google ti segnalerà l’errore 404 fino alla morte.

Visto che non è sempre possibile correggere tutti i link (pensa a quelli esterni), dobbiamo creare dei redirect permanenti dal vecchio indirizzo al nuovo.

Per questo ci sono i redirect 301 (o permanenti).

Con questi redirect puoi ereditare l’autorità del vecchio URL, trasferirla sul nuovo, ed ottenere una correzione trasparente per utenti e motori di ricerca.

Elimina i Contenuti Duplicati

Avere due pagine uguali nello stesso sito può capitare se usi un CMS.

Un plugin problematico, o residui di qualcosa andato storto.

Se ti accorgi di avere contenuti duplicati, devi correggerli subito se vuoi evitare una bella penalizzazione.

Ma cos’è un Contenuto Duplicato?

Google considera dupicati, qualsiasi sostanzioso blocco di informazioni che si ripetono sotto più URL.

Se, ad esempio, abbiamo due pagine che parlano di qualcosa di diverso, ma che contengono un bel blocco di contenuto (es. 300 parole) identico, è un contenuto duplicato.

Trovare Contenuti Duplicati

Per trovare eventuali contenuti duplicati, accedi a Search Console, seleziona la tua proprietà -> Aspetto nella ricerca -> Miglioramenti HTML.

Qui puoi trovare pagine con stessi titoli e/o descrizioni.

Un altro modo per cercare contenuti duplicati e, in genere, problemi di indicizzazione, consiste nel fare una ricerca specifica per il tuo sito.

site:tuosito.it

Ti restituirà tutti i tuoi URL indicizzati da Google.

Correggere Contenuti Duplicati

Una volta trovati, dobbiamo agire su ognuno di essi.

Quello che faremo è, a seconda dei casi:

  • Impostare un redirect 301 dai duplicati all’URL giusto;
  • Impostare l’URL preferito come canonico.

Per i redirect abbiamo già visto come fare poco fa.

La canonicizzazione consiste nel segnalare un URL come canonico, ovvero l’unico originale.

Attenzione: redirect e canonicizzazione non sono la stessa cosa, e neanche hanno la stessa funzione.

Il redirect 301 va usato quando una pagina è spostata permanentemente. Sia sullo stesso dominio che su un altro.

Il canonical indica l’URL preferito, tra diverse varianti che mostrano contenuti simili.

Ad esempio, abbiamo una lista di prodotti, filtrabili in base a diversi parametri.

Se questo filtraggio genera diversi URL, dobbiamo segnalare quale preferiamo sia visualizzato nelle ricerche.

Ad esempio, la versione base, senza filtri.

Per impostare una pagina come canonica, quindi, aggiungi semplicemente l’attributo rel="canonical" in questo modo:

<link rel="canonical" href="http://www.tuosito.it/tuo-url"/>

Questo tag va inserito nella pagina canonica, e in tutte le varianti.

Se stai su CMS, ti tocca installare un plugin che ti gestisca queste varianti e i relativi tag canonical.

Semantica della Pagina

Per un ottimo lavoro di Technical SEO, dobbiamo anche essere sicuri che gli spider interpretino correttamente la struttura della pagina.

Per questo ogni sezione della pagina deve essere descritta con dei tag specifici.

Prima di HTML5 i contenuti delle pagine non avevano una descrizione.

Gli unici tag più o meno descrittivi erano intestazioni, paragrafi, enfasi e immagini.

Queste variazioni, tuttavia, non bastano a descrivere la struttura della pagina.

HTML5 introduce dei nuovi tag che descrivono i blocchi della pagina.

Sto parlando dei tag:

  • <header>
  • <article>
  • <nav>
  • <aside>
  • <footer>
  • <figure>
  • <section>

Una pagina costruita così:

<div id="container">
    <div id="header>
        <div id="nav"></div>
    </div>
    <div id="article">
        <div id="article-title"></div>
    <div id="article-content"></div>
    </div>
    <div id="footer"></div>
</div>

Può essere riscritta così:

<div id="container">
    <header>
        <nav></nav>
    </header>
    <article>
        <header></header>
    </article>
    <footer></footer>
</div>

Questi tag semantici HTML5 permettono a un software di comprendere meglio la struttura della pagina.

Figo vero?

Dati Strutturati

Un altro modo (non sostitutivo) per descrivere il significato della pagina, consiste nell’utilizzare microdati.

Schema.org è un dizionario collaborativo che permette di descrivere porzioni di contenuto, in base al tipo.

Mi spiego meglio.

Hai un catalogo di film?

Bene, i dati strutturati ti permettono di far capire ai crwaler che la tua pagina parla di film, e che una particolare porzione di contenuto, rappresenta qualcosa di specifico.

Dati Strutturati nelle SERP di Google - Technical SEO

Con i dati strutturati, ad esempio, puoi contrassegnare parti della pagina, per descrivere:

  • Titolo del film;
  • Trama;
  • Attori protagonisti;
  • Regia;
  • Immagine;
  • Anno;

Puoi anche verificare i tuoi dati strutturati da Search Console.

In Conclusione

Bene, siamo arrivati alla fine di questo articolo.

Abbiamo visto cos’è la Technical SEO e perchè si chiama così.

Abbiamo parlato delle parti su cui lavorare per una bella ottimizzazione.

Nell’articolo trovi diversi link esterni che possono aiutarti nell’applicazione di quello che hai letto.

Inoltre ti ho lasciato una checklist in PDF che ti sarà utile per ottimizzare tutti gli aspetti di cui hai bisogno, senza scordarti di niente.

La Technical SEO è un insieme di attività interessanti e – lo dico, lo dico – anche divertenti, e motivanti a migliorare sempre di più.

Spero che queste risorse ti siano utili.

Se non lo hai già fatto prima, ti saremmo molto grati se ci lasciassi un bel +1.
Ci vuole meno di un secondo e per noi è molto importante.

Grazie davvero 🙂

Per qualsiasi problema, suggerimento, o arricchimento di questa guida, ti incoraggio a lasciarci un commento qui sotto.

Commento (1)

  • Splash Screen in Android: come crearle (bene) - FortyZone| 30 Settembre 2017

    […] una guida sulla Technical SEO mostro una statistica sugli abbandoni dei siti da parte degli utenti: molti abbandoni sono […]

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